Quando Topino Agostino entra per la prima volta in biblioteca, la prima cosa ad attirare la sua attenzione non sono i libri, ma la gente. Le loro età, prima di tutto: i bambini sì, se li aspettava, ma ci sono anche i nonni, che accompagnano i bambini o anche da soli, e gli adulti, e i ragazzi. E ognuno fa una cosa diversa; c’è chi chiacchiera, c’è chi legge, c’è chi scrive veloce sul suo portatile, con gli auricolari alle orecchie. Agostino credeva che la biblioteca fosse un luogo silenzioso, e per lui il silenzio vuol dire stare immobili, fermi, come dormienti; ma questa biblioteca esplode di vita. Lui però non si può lasciar distrarre; è un topino con una missione.
Si guarda intorno finché non trova l’area bambini. Lì, seduto su una sedia a forma di fungo, c’è Topino Martino.

Alza una mano, ma Martino ha gli occhi fissi sul libricino che tiene tra le zampe.
«Ehi», esclama Agostino, mentre le guance si fanno rosse.
Martino alza lo sguardo e sorride. «Sei venuto alla fine»
«Cosa leggi?» chiede Agostino avvicinandosi al tavolo.
Martino gli mostra il libro, tenendo il segno con un dito. In copertina c’è un topo che mangia un biscotto tutto contento.
«Ti piace?» chiede Agostino.
«Molto», risponde Martino con la sua voce soffice. «È la terza volta che lo leggo.»
«Allora… me lo presti?»
«No», risponde Martino. «Ma la biblioteca sì. Chiediamo a Milo.»

Milo è il bibliotecario, che Martino conosce bene. Quando arrivano al banco lo riconosce e lo saluta con calore. Martino gli spiega di cosa hanno bisogno, Milo si allontana, e dopo cinque minuti è tornato con il libro tra le zampe.
«Per oggi puoi prenderlo in prestito con la mia tessera», dice Martino, «ma la prossima volta fatti la tua.»
Agostino annuisce. Stringe il suo nuovo libro e segue Martino al tavolo, si siede accanto a lui e apre sulla prima pagina.
Ma dal primo istante, le parole iniziano a vorticargli davanti agli occhi. Se bai un distocco… No, non vuol dire niente. Se dai… un biscotto. Se dai un biscotto a un topo… ti chiederà sirucamente… no. Sicuramente… una cannuccia. Ma che c’entra la cannuccia con il biscotto? Ah, ho saltato una riga. Se dai un bistocco…

Agostino tira su col naso. Non riesce più a leggere, ha la vista annebbiata e un groppo in gola che gli dà fastidio. Guarda Martino, che sta già leggendo un altro libro. Con un sospiro, chiude il suo e lo stringe tra le zampe.
«Ti sei commosso?», chiede Martino. «Non è un libro commovente.»
«No», dice Agostino. Con fatica, tira fuori le parole: «Non riesco a leggere.»
Aspetta che Martino lo prenda in giro. Lui, del resto, legge così bene… è impossibile che capisca. Martino infatti non capisce, ma neanche lo prende in giro. Invece, si alza e dice: «Andiamo a chiedere a Milo.»
Agostino si asciuga una lacrima che ha iniziato a scappare via e lo segue. Martino arriva al banco e dice al bibliotecario, con voce seria: «Il mio amico non riesce a leggere.»
«Ah», dice Milo. «Certo. Leggere è molto difficile.»
Agostino l’aveva sempre pensato, ma non credeva che si potesse dire. Invece detto da un adulto, e in più un adulto esperto di libri, sembra una cosa vera. Il topino prende coraggio e spiega a Milo cos’è successo. Il bibliotecario lo ascolta, poi li invita a sedersi con lui.
«Agostino, potresti essere dislessico», spiega con un sorriso. «Non è niente di grave, non è una malattia, ma vuol dire che fai un pochino più di fatica a leggere rispetto agli altri topini. Per fortuna, non solo con l’allenamento può andare meglio, ma ci sono anche un sacco di strumenti per aiutarti.»
Milo fa vedere ai due topini dei libri scritti in modo speciale, con un carattere che non fa intrecciare le lettere tanto come gli altri, e dei libri senza parole, con una storia da capire con le immagini. Spiega che una volta al mese un’esperta viene in biblioteca per parlare con topini come Agostino, e che può dargli degli strumenti speciali per aiutarlo a scuola. Ma soprattutto, spiega che le storie non esistono solo sulla carta: i gruppi di lettura, gli audiolibri, i libri parlati sono tutti modi per leggere senza leggere.
«Tutti hanno diritto a una bella storia», dice Milo. «E leggere insieme è anche un bel modo per stare in compagnia.»
«Quindi posso chiedere alle mie mamme se mi possono leggere questo libro», dice Agostino.
«Certo», risponde Milo. «Ma te lo può leggere anche Martino, se vuole.»
«Anche io?» sobbalza il topino. «E se non sono capace?»
«Ma certo che sei capace», sorride il bibliotecario. «Basta conoscere la storia. E tu la conosci, no?»

Martino annuisce. Prima di tornare al banco, Milo lascia ad Agostino un volantino da dare alle sue mamme, per avere più informazioni sulla dislessia e invitarle a conoscere l’esperta giovedì prossimo. I due topini tornano alla sala bambini, trovano due funghi liberi e si siedono uno accanto all’altro. Martino prende il libro dalle zampe di Agostino, lo apre e si schiarisce la voce. Comincia a recitare:
Se dai un biscotto a un topo…
il topo ti chiederà un bicchiere di latte.
E se avrà il latte
ti chiederà sicuramente una cannuccia.
La voce di Martino non è mai stata così forte e così convinta. Agostino finalmente riesce a seguire la storia, e asciugandosi le ultime ostinate lacrimucce si mette ad ascoltare.
🐭 Fine 🐭
Antonella Massaro, 2023
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